|
Untitled Document
Untitled Document
|
|
Untitled Document
| Novità |
|
|
|
Il nuovo corso di Mila Schön con Brand Extension
Lo storico brand Mila
Schön volta pagina: dopo l’interruzione anzitempo, nell’aprile 200 7,
del contratto di licenza che legava la griffe al Mariella Burani
Fashion Group, il gruppo giapponese Itochu Corporation, proprietario
del brand dal 1992, lo ha affidato all’italiana Brand Extension, una
nuova società all’interno della quale Itochu stessa acquisirà uno quota
di minoranza. La maggioranza del capitale sociale di Brand Extension è
detenuta dalla milanese La Quinta. Una realtà, quest’ultima, attiva nei
servizi e nelle consulenze per il settore fashion. “Lavoriamo dal 1984
con Itochu – spiega Giuseppe De Vecchi, presidente di Brand Extension e
a.d. de La Quinta – quindi il nostro rapporto è più che collaudato.
Mila Schön – prosegue – è un nome forte, che festeggia quest’anno i 50
anni di attività ma che ha ancora molte frecce al proprio arco”. Nel
cda di Brand Extension è entrata a far parte anche la famiglia Rosetti,
a capo di Moda Trading International, che si occupa della parte
lo gistica attraverso le sue strutture in prossimità di San Benedetto
del Tronto. Il team stilistico,
guidato dalla ventottenne Bianca Gervasio, è stato incaricato di
definire il nuovo corso della Maison e conta di reinventare, in
versione contemporanea, alcuni elementi chiave dalla precisa identità
storica, come il tessuto double e i richiami al mondo dell’arte. I
segni della svolta si sono già visti in occasione di Milano Moda Donna
di Febbraio 2008, dopo due stagioni di assenza, dove si è colta la
sensazione di un ritorno agli antichi splendori della griffe.
Leggi >> |
|
|
|
|
|
|
|
|
Untitled Document
Untitled Document
| Iscrizione alla Newsletter |
|
|
|
Vuoi ricevere la newsletter settimanale di La Quinta che ti informa su ciò che succede nel mondo della moda, del design, del turismo e del benessere? [esempio]
Allora iscriviti!
|
|
|
|
|
|
|
|
 |
Untitled Document
| Pillole di diritto |
|
|
|
Il codice della proprietà industriale - III parte
L'art. 9 del
Codice della Proprietà Industriale- riprendendo il contenuto dell'art.
18, comma I, lettera c) della Legge Marchi- stabilisce le
caratteristiche che una forma non deve avere per poter essere
registrata come marchio: in particolare "non
possiamo costituire oggetto di registrazione come marchio di impresa i
segni costituiti esclusivamente dalla forma imposta dalla natura stessa
del prodotto, dalla forma del prodotto necessaria per ottenere un
risultato tecnico, o dalla forma che dà un valore sostanziale alla forma".
Dalla
lettura della norma appare evidente che è esclusa la registrazione di
forme corrispondente a quelle proprie del prodotto e che il prodotto
presenta abitualmente, ciò perché evidentemente il marchio
consentirebbe di distinguere i prodotti di un'azienda da quelli delle
altre concorrenti, perdendo la capacità distintiva propria del marchio.
In
secondo luogo deve escludersi la registrazione delle forme
corrispondenti a quelle necessarie ad ottenere un risultato tecnico:
questo per evitare che attraverso la registrazione del marchio venga
meno la durata limitata dell'esclusiva riconosciuta a chi con la
propria opera favorisce il progresso.
Il
terzo luogo viene esclusa dalla registrazione la forma che valorizza il
prodotto, facilitandone l'acquisto a discapito di altri prodotti non
arricchiti da ornamenti: ciò al fine di escludere una doppia tutela,
quella del marchio e quella del brevetto.
Archivio pubblicazioni
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|